Un appartamento da due piani. Genitori e tre bambini. Adulti in minoranza.  Alla domanda “who runs the world?” noi rispondiamo “KIDS!”.

Beh, se non il mondo, sicuramente questa casa. Appena entriamo, notiamo subito la scala: un elemento di collegamento non solo di due piani ma di due generazioni e due mondi diversi. Realizzata con dei profili tubolari 25×25 in acciaio verniciato a fuoco, e delle pedate in lamiera bugnata, è composta da due parti indipendenti: la prima appare più solida è fissata al pavimento, la seconda sembra levitare in aria. Le pareti blu che accompagnano la salita dal piano inferiore a quello superiore sono la quinta scenografica che rende protagonista il disegno lineare della scala.
Da qui si entra nel regno dei bambini. Seguendo il blu, ci ritroviamo nel corridoio infinito grazie allo specchio a tutta altezza che nasconde la porta del ripostiglio infondo.
Ed eccoci davanti alle camere dei veri padroni di questo appartamento: Jacopo (10 anni), Francesco (7) e Bianca (4) dove ci siamo divertiti a progettare e a realizzare, anche con le nostre mani, il divertimento.
Un percorso di avventura, attrezzato di altalene, scalette, botole segrete per nascondere ma anche per nascondersi, che attraversa le tre camere e uno dei bagni, senza soluzione di continuità. Il parapetto in legno riciclato e corda di canapa, le scale da ponteggio, le lampade in legno, l’utilizzo delle manichette antincendio per l’altalena e alcune parti del percorso e le differenze di disegno delle diverse situazioni riprendono l’idea dell’auto costruzione della casetta sull’albero con materiali trovati e riutilizzati.
Autocostruzione realizzata anche da noi che abbiamo affiancato i falegnami professionisti in una progettazione ex tempore e sul posto e un po’ anche dai giovani abitanti di questo regno dei balocchi (ma anche dello studio) già in riunione in studio dedicata solo a loro.
Un gioco di scelte cromatiche e di forme decise dai veri clienti di questo progetto. Il tutto inserito in un appartamento realizzato negli anni 60’ su disegno del BBPR di cui abbiamo conservato con attenzione gli elementi caratterizzanti: porte e infissi totalmente recuperati e restaurati. Entrambi levigati fino all’essenza lignea sono stati poi esclusivamente cerati o protetti con una vernice biologica trasparente. Piuttosto che riverniciarle, rinunciando alla purezza e al colore del legno naturale si è preferito mantenere in evidenza anche alcune piccole macchie del sottofondo dovute alla levigatura.

Un progetto fatto di particolari quasi invisibili, come la pedana ad uscire della doccia, il tavolino Ikea diventato piano Lavabo, i cassonetti che celano i condizionatori, le vernici biologiche, le lampade in legno e CD, l’illuminazione con la sola lampadina in corridoio ma la Tolomeo Artemide in bagno. 

Progetto architettonico:
Bonessa Associati

Progetto strutturale:
Ing. Giovanni Menotti

Impresa edile:
MJG interior exterior design

Opere in ferro:
Fer – Arte di Pavanello Riccardo

Strutture in legno:
Falegnameria Zanocco

Rivestimenti:
Materiae

Tinteggiature:
Massimiliano Chianese

Committente:
Privato

Fotografie:
Kendra Battan

Luogo:
Milano, Italia

Anno: 
2019

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